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Le capre-ragno

Le ragnatele sono molto utili e utilizzate… non solo dai ragni. Infatti, si usano, ad esempio, per fabbricare le corde dei violini più pregiati, essendo più resistenti dell’acciaio ma al contempo molto elastiche. Ma se pensate che la fibra venga raccolta da tizi vestiti con delle tute protettive che sfrattano i ragni dalle loro ragnatele, sbagliate. Infatti, esse vengono estratte… dal latte di una sottospecie di capra geneticamente modificate, figlia di un’altra capra ottenuta facendo accoppiare due capre a cui sono stati aggiunti geni di ragno. Ad alcuni potrebbe sembrare una cosa ripugnante, ma il commercio frutta bene e ormai  sono molti gli allevamenti di questo animale modificato. Queste capre sono identiche a quelle normali: l’unica differenza è, appunto, questa proteina contenuta nel latte con cui si potrebbero benissimo realizzare dei ponti molto più resistenti di quelli classici in acciaio.

                                                          schema di come vengono ottenute le capre usate nella produzione della fibra di ragno

 

Andrea Ruscillo, IID

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Uno squalo in miniatura

Quando pensiamo agli squali pensiamo ad esseri abbastanza grandi. Ma c’è n’è uno che non lo è:

lo Squalo Tasca.

Di questo animale, che è anche bioluminescente, si conoscono solo due esemplari: una femmina, lunga circa 10 centimetri in totale, catturata a 330 metri di profondità, e un maschio di 14 centimetri, ritrovato nel 2015. Lo Squalo Tasca (Mollisquama Parini) non deve il suo nome al fatto che potrebbe entrare in una tasca, bensì a delle sacche poste dietro alla bocca, vicino alle pinne anteriori da cui può spruzzare delle nuvolette luminose, composte da una sostanza ignota.

                        Andrea Ruscillo, IID

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La rana dei record

Sette millimetri.

Niente, per un essere umano.

Tutto, per una rana che sta comodamente in una moneta da 10 centesimi.

La Paedophryne Amauensis detiene il record di vertebrato più piccolo scoperto, che ha soffiato alla Paedocypris progenetica, una carpa endemica (cioè che abita solo lì) dell’Indonesia. Questa rana è stata scoperta in Papua Nuova Guinea durante una spedizione per studiare la biodiversità di quel luogo. Ma se pensate che siano solo le dimensioni a fare della Paedophryne un essere particolare, vi sbagliate: non solo questa rana è capace di saltare per una lunghezza equivalente a 30 (sì 30!) volte la lunghezza del suo corpo (come se un uomo alto 1,80 metri si mettesse a quattro zampe e saltasse circa 54 metri) ma, a differenza degli altri anfibi, il suo ciclo vitale non comprende lo stadio larvale: dalle uova, deposte numerosissime, escono direttamente “adulti in miniatura”.

 

Andrea Ruscillo

 

 

 

Andrea Ruscillo, IID

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Il nobile limulo

Il sangue blu è cosa da nobili. Ma anche da animali: il limulo, o anche granchio ferro di cavallo, ha infatti il liquido venale di colore blu, che è anche rinomato dal punto di vista medico. Il Limulus Polyphemus è un artropode chelicerato (cioè dotato di cheliceri, delle appendici simili a zampette che portano il cibo alla bocca durante i pasti) antichissimo: infatti, sono stati rinvenuti fossili di questa specie risalenti a circa 400 milioni di anni fa (questa specie è antica praticamente quanto gli squali).

Una curiosità: nonostante il suo nome, granchio ferro di cavallo, dal punto di vista di parentela evolutiva è più vicino a ragni e zecche che non ai granchi veri e propri. Il dismorfismo sessuale, cioè la differenza tra esemplari maschi ed esemplari femmine, prevede che il maschio sia del 20% più piccolo della femmina. Il limulo possiede sei paia di arti e due paia di occhi, i quali sporgono dal carapace che riveste il resto del corpo. Presenta anche una sorta di coda che non ha una funzione specifica.

Andrea Ruscillo

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Il pesce anfibio

Si sa che tutti i pesci non possono sopravvivere fuori dall’acqua. O meglio, quasi tutti: il Saltafango o Perioftalmo è uno di quei pochi pesci che non rientra in questo gruppo. I loro habitat tipo sono le foreste di mangrovie, nelle regioni tropicali e subtropicali. I Perioftalmi presentano vari adattamenti che permettono loro la vita subaerea: le pinne modificate, la capacità di respirare attraverso la mucosa buccale e la cute (respirazione cutanea, utilizzata anche dagli anfibi), la capacità di incamerare aria e di scavare profonde tane in cui rilasciano quest’aria accumulata quando sono ricoperte dall’acqua dall’alta marea.

Esistono 18 specie di Perioftalmo attualmente descritte. Il più conosciuto, il Periophthalmus argentilineatus, arriva fino a 9,5 centimetri circa e si ciba di piccole prede come granchi e altri artropodi.

                     Andrea Ruscillo, IID

 

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Livyatan Melvillei

Immaginate un capodoglio. Ora rendetelo più grande, più cattivo e col doppio dei denti. Otterrete il Livyatan Melvillei. Questo mostro era in cima alla catena alimentare marina del Miocene (periodo che va dai 23 ai 6 mln di anni fa) insieme ad una belva forse più conosciuta e temuta, il Carcharocles Megalodon (o Megalodonte). Il nome Livyatan Melvillei deriva, come facilmente intuibile, dal Leviatano (il gigantesco mostro biblico) e dall’autore di Moby Dick, Herman Melville. Aveva un cranio lungo tre metri e (si suppone in base alle misure del cranio, appunto) un corpo di una lunghezza compresa tra i 13 e i 17 metri. I denti misuravano 36 centimetri circa ed erano presenti sia sulla mascella che sulla mandibola, a differenza dei capodogli che li hanno solo sulla mandibola. La sua dieta prevedeva foche, tartarughe, uccelli marini e altri cetacei.

 ricostruzione del Livyatan Melvillei

Physeteroidea - Livyatan melvillei.JPG  cranio fossile del Livyatan
                                                                                                                                                                        Andrea Ruscillo, IID

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Il Kelp

Il Kelp è un’alga molto importante perché oltre a essere una fonte di cibo per molti animali, fa la fotosintesi e, quando muore, le correnti oceaniche portano i suoi resti verso la riva, e questi costituiscono una barriera naturale che diminuisce la forza delle onde che si infrangono sulla costa, permettendo la proliferazione di animali e piante che altrimenti non potrebbero vivere lì.

Ha un fusto che può raggiungere i 20-30 m e presenta delle sacche, dette Aerocisti, che contengono dei gas che tengono “in piedi” l’alga, permettendole di assorbire la luce del sole. E’ molto apprezzata anche in cucina, perciò dagli anni ’50 viene anche coltivata.

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Ruscillo, ID

Francesco Agostinelli, ID

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I Tritoni

I tritoni sono anfibi che formano il genere Triturusdi cui sono gli unici membri. Esistono 9 specie di tritone, di cui 4 sono presenti anche in Italia: Triturus Alpestris, Triturus Carnifex(sottospecie del T. Crestatus), Triturus VulgarisTriturus Italicus (endemico).

Si trovano in stagni e pozzanghere con acque poco mosse o completamente ferme, ma ricche di vegetazione acquatica e si nutrono di molluschi e piccoli crostacei. Vanno in letargo da ottobre fino a febbraio, nascondendosi sotto cortecce e tronchi morti, tranne il T. Alpestris, che rimane attivo anche quando ci sono solo 4 gradi.

Nonostante siano anfibi, non escono mai dall’acqua, se non quando vanno in letargo o in giornate particolarmente umide.

Durante la stagione riproduttiva, ai maschi crescono creste variopinte, frange e la pelle si tinge di colori molto più accesi di quelli soliti.

Ogni specie ha un diverso areale di distribuzione, ma nel Lazio si possono incontrare tutte e quattro le specie, di cui il più grande è il T. Carnifex (anche tra quelli europei), con 18 cm, e il più piccolo è il T. Italicus (7,5 cm)

T. c. carnifex, maschio in riproduzione

                                                       T. Carnifex

 

T. Italicus

 

 

 

Andrea Ruscillo, ID

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Il pistolero degli abissi

 Alpheus Heterochaelis, questo è il suo nome scientifico, è un gambero la cui particolarità è la chela, destra o sinistra, molto più grande dell’ altra con cui il crostaceo stordisce le sue prede “sparando” un getto d’ acqua, che produce un rumore che raggiunge i 200dB (decibel). Qualora la chela maggiore dovesse cadere o danneggiarsi gravemente, la chela minore è capace di ingrandirsi fino a diventare essa quella maggiore. Ha un corpo molto povero di pigmento, a parte la zona sopra la testa colorata di un rosso chiaro e le chele grigie.  Si ciba di granchi, altri crostacei e piccoli pesci, che cattura con la sua “chela-pistola”.

Andrea Ruscillo, I D

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Lo Squalo della Groenlandia

Lo Squalo della Groenlandia è un grosso pesce che vive nelle acque di Groenlandia e Islanda, più a nord di ogni altra specie di squalo.

Il suo nome scientifico è Somniosus microcephalus, ma gli Inuit lo chiamano Eqalussuaq. Vive molto a lungo (l’esemplare più longevo aveva un’ età stimata di circa 392 anni), ha un peso di 1000 kg e una lunghezza di 6,4 metri; i suoi parametri sono paragonabili a quelli dello squalo bianco.

Si ciba di pesci, ma può mangiare anche foche e renne. Attira molte delle sue prede grazie ad un batterio parassita che colonizza la sua cornea.

La sua carne è velenosa, ma se viene bollita o fatta fermentare, diventa commestibile, e questa pietanza è un piatto molto apprezzato in Islanda e Groenlandia.

Presenta un corpo allungato, delle pinne corte, una pinna caudale modesta e un muso arrotondato

Somniosus microcephalus okeanos.jpgEcco come ha potuto lo squalo della Groenlandia vivere 400 anni

Andrea Ruscillo

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