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Relazione libro: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” Chiara Velleca 2A

Nel 1996 la Salani ha pubblicato un nuovo capolavoro di Luis Sepulveda: “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Sepulveda è nato in Cile nel 1949 e vive in Spagna, nelle Asturie. Il libro è dedicato ai suoi tre figli e al suo gatto Zorba, afflitto da una malattia che in un primo momento gli ha dato tristezza, malinconia e difficoltà nel respirare. Poco dopo si è scoperto che era stato colpito da un cancro ai polmoni e che aveva poco tempo di vita.

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Nel romanzo la storia, che racconta l’amicizia tra un gatto di nome Zorba e una gabbianella di nome Fortunata, inizia con l’arrivo di una gabbiana, in fin di vita, sul balcone del gatto Zorba. Prima di morire, la gabbiana Kengah cova un uovo e fa promettere al gatto di non mangiarlo ma di avere cura del piccoletto e, alla sua nascita, di insegnargli a volare.

Zorba passa la maggior parte delle sue giornate a covare l’uovo, e quando si schiude, per mantenere le promesse, dovrà ricorrere all’aiuto di tutti i suoi amici e a quello di un uomo.

Mi è piaciuto veramente tanto questo libro, soprattutto il personaggio di Zorba, che è stato fino alla fine una mamma per Fortunata, covandola e cercando di darle tutto quello di cui aveva bisogno.

Una delle mie scene preferite è stata quella finale, dove Zorba incontra l’uomo che fa di tutto per aiutare il gatto e la gabbianella. Secondo me l’autore ha utilizzato la figura di quell’uomo per descrivere se stesso, una persona così timida e piena di talenti, quel tipo di persona che ama stare per conto proprio, ma che farebbe di tutto per aiutare chi ha bisogno. Infatti un’altra tematica del libro è il legame tra il gatto e l’uomo, la scintilla d’amore che si sprigiona tra i due. Fin dall’inizio si vedeva che sarebbe nata una grande amicizia. Mi ha anche un pò rattristato la fine del libro perché mi sarebbe tanto piaciuto che la storia fosse stata più lunga e piena di altre avventure su Zorba e Fortunata.

Penso che Luis Sepulveda sia uno scrittore fantastico: i suoi libri sono pieni di insegnamenti ed emozioni che rendono la lettura piacevole. Anche se leggo generi di libri diversi sarei molto felice di rifare questa esperienza in futuro.

Chiara Velleca, II A

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STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI

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Il libro “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli 2” è un capolavoro.
Avevo già letto il primo volume in passato e trovo che Francesca Cavallo ed Elena Favilli abbiano fatto un ottimo lavoro. Il libro spiega in una pagina, con una breve biografia, la vita di cento donne che hanno segnato la storia dell’ umanità: Beatrice Vio, Mata Hari, Sofie School ed altre attiviste, politiche, sportive, spie…
Il libro costa €19,00; pubblicato nel febbraio 2018, si è rivelato un successo in tutto il mondo ed è stato tradotto in più di cinquantadue lingue.
Una delle storie, a parere mio, più affascinante, è sicuramente quella di Beatrice Vio, una schermitrice veneziana (fiorettista) che a dodici anni fu colpita da una meningite fulminante che la costrinse a rimanere in ospedale per più di cento giorni e a rinunciare a braccia e gambe. I dottori le dissero che non avrebbe più potuto praticare il suo sport, ma ma lei trovò in sè la forza che l’ha condotta a conquistare il titolo di  campionessa paraolimpica e mondiale.
Un’ altra emozionante storia è quella di Sofie School, condannata a morte dai nazisti per aver incoraggiato i tedeschi a rivoltarsi contro Hitler.
Mata Hari è una spia olandese che si trasferì in Francia e lavorò per conto dei servizi segreti francesi. Per loro fece straordinarie scoperte, ma venne condannata a morte con l’accusa di essere una “doppiogiochista”, cosa non vera.
Il libro ha una copertina rigida, è pieno di illustrazioni, ci sono i ritratti caricati di tutte le donne di cui è scritta la storia.
Le pagine sono duecentosedici, ma la lettura non è particolarmente impegnativa.
Ho apprezzato molto il libro, è ben fatto, non impegnativo, ricco di informazioni, ottimo per tutte le età, per persone di ogni genere; è un po’ costoso, ma lo trovo un ottimo investimento; è anche un testo storico dal momento che racconta la storia di donne vissute in diversi periodi.
Ne consiglio vivamente la lettura!

Flavia Grassi 2A

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Intervista a Simone Pallante

Simone Pallante è un’alunno della classe 3B ed è il capitano della squadra di scacchi della nostra scuola. Gli abbiamo fatto alcune domande.

  1. Quando è nata la tua passione per gli scacchi?

“La mia passione per gli scacchi è nata in quarta elementare, perché c’era un corso a scuola: io ho provato a partecipare e mi è piaciuto.”

2. Per te è più un passatempo o giochi per raggiungere un determinato livello?

“Ovviamente gioco per raggiungere un determinato livello, che è quello di gran maestro.”

3. Come ti prepari per gare o tornei importanti?

“Mi preparo allenandomi un’ora al giorno a casa, due volte a settimana per due ore, facendo tornei quasi ogni weekend e ogni giovedì.”

4. Tre aggettivi per descrivere il gioco degli scacchi.

“Intraprendenti, logici e molto interessanti.”

5. Trovi rilassante o ti agita giocare una partita?

“Tutte e due le cose allo stesso tempo, perché quando tocca a me ho un po’ l’ansia di fare la mossa giusta, ma dopo aver mosso trovo tranquillità.”

6. Cosa preferisci e cosa detesti dello giocare a scacchi?

“La cosa che detesto è l’allenarsi intensamente, perché non mi va quasi mai. Invece mi piace molto pensare cosa fare e vincere con i miei sforzi è molto gratificante.”

7. Come ti senti durante una partita?

“Durante le partite sono in ansia, anche se quando penso di giocare una buona partita sono tranquillo. Quando invece penso di giocare male mi sento peggio.”

8. Se ti vedessi dall’esterno, ti riterresti bravo?

“Guardando gli altri e le reazioni al mio successo, sì.”

9. Pensi che sia importante il rapporto con gli altri compagni della tua squadra?

“Certamente, è la cosa più importante dato che ho fatto anche il capitano e dovevo un po’ dirigerli nel torneo.”

10. Ti sei mai demoralizzato per una sconfitta, al punto di voler smettere di giocare?

“Quasi. Una volta stavo veramente per lasciare gli scacchi, però i miei e il mio maestro mi hanno incitato e quindi ho continuato.”

11. Quali obiettivi avete già raggiunto come squadra?

“Ogni anno siamo arrivati primi alle provinciali e regionali, sia medie-grandi che medie-piccole, perché siamo due squadre. Quest’anno abbiamo raggiunto lo stesso risultato e speriamo di arrivare primi anche alle nazionali.”

12. Quali invece vi siete prefissati per il futuro?

“Arrivare primi alle nazionali.”

13. Ci racconti brevemente come è andato l’ultimo torneo?

“Nell’ultimo torneo ho vinto.”

14. E’ stato particolarmente difficile?

“Il ragazzo con cui ho giocato nell’ultima partita non era molto forte rispetto agli altri, quindi non è stato troppo difficile.”

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Intervista al Prof. Battisti

1. Professor Battisti, che tipo era al liceo?

“Ero un ragazzino per i fatti miei e un po’ indeciso su cosa sarei diventato e con un po’ di problemi, anche se inesistenti.”

 

2. Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?

“Il pericolo disoccupazione e la mia abilità nello spiegare; forse anche il fatto che provenivo dall’università ed essendo quel mondo molto chiuso, avevo bisogno di un contatto con la realtà e mi sono orientato verso l’insegnamento”

 

3. Qual è la parte che preferisce e quella che detesta dell’insegnamento?

“Non esiste una polarità tra tutto bello e tutto brutto. Nell’insegnamento, come in tutti i lavori, ci sono le giornate in cui tutto va bene e quelle in cui va tutto male, in cui non riesci a fare le cose vorresti fare, a farti seguire dalla classe nel modo in cui vorresti, a insegnare le cose che tu vorresti e a non trasmettere i valori e i concetti che vorresti trasmettere. In queste giornate ti rendi conto che l’ insegnamento non è poi così fantastico. Poi ci sono le altre in cui va bene e i tuoi alunni apprendono completamente tutto ciò che vorresti e ti senti soddisfatto”

 

4.  Se avesse potuto intraprendere un’ altra carriera, quale sarebbe stata?

“La Rockstar! ”

 

5.  C’è stato un momento in cui ha deciso di lasciare l’insegnamento?

“Ogni santo giorno. Nessuna scelta si può mai pensare come definitiva o almeno è quello che credo io. Poi nel lavoro non si sa mai”

6. Quando è nata la sua passione per l’insegnamento?

“Mai. Non penso di essere appassionato per il lavoro ma ho la passione di maneggiare e utilizzare la conoscenza e farne qualcosa di mio”

 

Francesco Di Paola, Annalisa Capponi, Luna Liani

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I trucchi di Google

Google è la piattaforma di ricerca più famosa al mondo e la più utilizzata ed esistono tanti piccoli trucchi che lo rendono spettacolare.

Ecco alcuni esempi:

Google Space

Google Space è una piattaforma simile al motore vecchio di ricerca di Google con aggiunta di parti che volano come si fosse nello spazio.

Foto di Google Space

 

 

 

 

Google Sphere

Google Sphere simula una sfera che gira su se stessa con vari link e al centro il nome del motore di ricerca

 

Foto di Google Sphere

 

 

 

 

 

Francesco Di Paola

 

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Nel mare ci sono i coccodrilli

 

 

Nel mare ci sono i coccodrilli è un libro molto bello di Fabio Geda che racconta una storia tragica e vera vista dagli occhi di un bambino. Lui si chiama Enaiatollah ed è afgano. Il libro parte dalla morte di suo padre che fu per lui l’inizio di una vita d’inferno. I talebani venivano a casa sua per cercarlo e prenderlo come risarcimento per il carico che perse suo padre prima di essere ucciso. Così sua madre lo costrinse a scappare dall’Afghanistan per cominciare una nuova vita. Durante il suo viaggio incontra una serie di pericoli, fa nuove amicizie, perde quelle stesse amicizie e affronta diverse avventure. Dopo molte avversità riesce a raggiungere la sua meta: l’Italia.

Questo libro è pieno di emozioni e colpi di scena. Molto spesso si è talmente sorpresi dalla storia, che ci scordiamo che quest’ultima è vera, è la storia di un bambino che alla fine si è risolta bene. Siamo così sorpresi dal romanzo che non ci rendiamo conto che questa non è la storia di uno fra tanti ma una storia che si ripete in continuazione in quei paesi e che, molte volte, non si risolve bene come in questo caso.

Una storia simile è quella di un ragazzo di nome Kingsley venuto a scuola nell’ambito del Progetto Finestre organizzato dal Centro Astalli. Lui abitava in Nigeria e da lì fu costretto a scappare solo perchè albino (è di carnagione chiara). Nel suo paese veniva considerato da molti come un “portasfortuna” quindi tutti lo evitavano; altri lo consideravano fonte di guadagno infatti la pelle degli albini vale molti soldi al mercato nero. A causa di questo molti neri albini vengono uccisi. Anche Kingsley ha rischiato di essere ucciso e, quindi, ha deciso di venire in Italia. Non è venuto con i barconi ma è sempre un rifugiato politico ovvero una persona che ha deciso di andarsene dal suo paese perchè subiva discriminazioni di tipo razziale o religioso in Nigeria. Tali forme di discriminazione vanno contro i diritti dell’uomo. Secondo me  quella di Kingsley , di Enajatollah, come quella di molti altri bambini è una storia triste, che però potrebbe essere evitata se solo i diritti dell’uomo fossero rispettati da tutti e in tutto il mondo. E’ penoso pensare a quelle persone che al contrario di Kingsley e Enajatollah non sono state così fortunate da arrivare vive alla meta. Molti muoiono ogni giorno sui barconi sperando in una vita migliore. Queste persone, secondo me, andrebbero aiutate non alzando muri e barriere ma risolvendo i problemi nei loro paesi così da evitare che altre persone soffrano o addirittura muoiano.

 

Annalisa Capponi

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Anche i cibi sono vittima di stereotipi

Anche il cibo è vittima degli stereotipi. L’hamburger è americano, la pasta italiana, il sushi giapponese. In molti casi, queste teorie sono giuste. Ma spesso, la realtà a tavola può essere ben diversa da ciò che si crede. Ecco alcuni cibi che si pensa siano originari di determinati paesi e che invece, sorprendentemente, sono stati scoperti o inventati da popoli che a volte si trovano “dall’altra parte del mondo”.

 

Croissant: origine Austriaca

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Il croissant è quasi un emblema della cucina francese. Eppure la sua origine è la stessa della regnante che lo introdusse nel paese nel diciottesimo secolo: Maria Antonietta che immise in Austria questa pietanza a forma di “cornetto” . Ovviamente la ricetta dei “kipferl” (cornetti classici della traduzione Austriaca) fu modificata dai pasticcieri francesi con l’aggiunta del burro e il prodotto fu ribattezzato “croissant”.

 

 

 

 

Stick, anche dette “patatine fritte” o, originariamente, French Fries: origine Belga

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Nonostante il nome richiami la Francia e la loro diffusione si associ all’America e ai suoi fast food, queste patatine fritte sarebbero state originate in Belgio come sostituzione invernale dei piccoli pesci fritti. Anche se la lotta con la Francia, che ne rivendica la paternità, è sempre aperta e sembra destinata a non concludersi in tempi brevi.

 

 

 

 

 

 Ketchup: origine Cinese

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Il Ketchup, invece, ha origini cinesi o, quanto meno orientali. L’origine deriverebbe dal dialetto del Fujian, una regione della costa sud-orientale della Cina, e significava originariamente “salsa di pesce”. I marinai avrebbero poi esportato il ke-tchup in Malesia, nelle Filippine e in Indonesia, dove la parola kecap significa ancora oggi “salsa”.

 

 

 

 

L’ Apple Pie: origine Inglese

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L’Apple Pie non è americana come si crede, ma inglese. La torta di mele sarebbe stata nominata, per la prima volta, dal poeta inglese Robert Greene.  Per l’appunto, le sue origini non sono propriamente americane. Bisogna quindi spostarsi nella madrepatria inglese, e in particolare ai tempi di Riccardo III per risalire alla prima vera Apple Pie. Quando poi l’Inghilterra dopo qualche secolo, piantò le sue radici nel nuovo mondo questa dolcissima tradizione attraversò l’oceano per arrivare sulle tavole dei nuovi coloni americani. La sua diffusione fu tale che quasi ci si dimenticò delle origini anglosassoni passando a essere considerato per tutti il dolce americano per eccellenza.

 

 

 

I biscotti della fortuna: origine Giapponese

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I biscotti della fortuna non sono cinesi. Sarebbero infatti in gran parte sconosciuti sia in Cina che in Taiwan. Nel 2008, lo studioso Yasuko Nakamachi ha dimostrato, attraverso sei anni di ricerche per la sua tesi di laurea, che in realtà i biscotti della fortuna avevano origine giapponese. La testimonianza era in un’illustrazione del 1878 in cui i biscottini erano definiti, in giapponese, “crackers della fortuna” e comparivano, seppur con aspetto e dimensioni diversi, nei racconti del volume

 

 

 

 

Sofia Famularo, Domizia Matteini

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La musica e le nuove generazioni

Nel corso degli anni molte cose sono cambiate, ad esempio la musica. Persone di tutte le età amano la musica in tutte le sue sfaccettature. Ma soprattutto per i giovani la musica è molto importante perché li accompagna nella loro crescita. Infatti molti associano un momento particolare della loro vita a un brano o addirittura delle persone prediligono un brano come “colonna sonora della propria vita”.  Nel tempo sono nati stili nella musica: pop, rock, metal, blues….. per non parlare poi di tute le sfumature di essi. La musica da sempre ci accompagna e continuerà a farlo ancora per le prime delusioni d’amore, per la prima cotta, per la carriera e per tutta la vita delle nuove generazioni . Il mio stile preferito è il pop; una canzone che mi piace particolarmente è All of me di John Legend: una canzone molto bella che racconta l’amore e tutto quello che esso comporta. Tutte le canzoni in generale raccontano una storia ed è proprio questo che le rende speciali.

Annalisa Capponi

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LE WEBSTAR DI YOUTUBE

Ciao a tutti ragazzi!

Oggi volevamo  parlarvi di un social che utilizziamo ormai tutti i giorni, cioè Youtube con le sue star.

Ecco Iris Ferrari festeggiando i suoi 100.000 iscritti!!

Tra le più conosciute ce ne sono 2 fantastiche: IRIS FERRARI e FAVIJ.

Iris Ferrari è una youtuber che interessa soprattutto le ragazze. Lei ha 15 anni e ha aperto un canale youtube per sconfiggere la sua immensa timidezza  e per condividere le sue idee. La sua vita non è stata molto facile prima di questo perchè è stata vittima di atti di bullismo. “Rosa”, una ragazzina che conobbe in una delle sue vacanze al mare, le rivolgeva prima delle semplici battute che poi si trasformarono in atti di bullismo e infine di cyberbullismo. Però poi grazie a Youtube ha iniziato a superare tutte le sue difficoltà, aiutando anche chi stava passando un momento buio come il suo a causa del bullismo.

 

Favij è un altro youtuber, ma non un semplice youtuber, quello più famoso d’Italia! Come si può ben capire dai suoi video è un fanatico dei videogames però, allo stesso tempo, è un po’ fifone. Ha aperto il suo canale ben 8 anni fa in compagnia di due suoi cari amici. Purtroppo quando questi andarono in vacanza lasciarono il povero Lorenzo da solo. Capì così che doveva aprire un canale da solo e quindi una volta per tutte nacque il suo nuovissimo canale, nell’estate del 2012. Grazie alla sua simpatia e comicità, dai primi mesi cominciò a guadagnare sempre più followers fino ad oggi, raggiungendo ben 4.404.350 iscritti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ecco Favij che festeggia per la pubblicazione del suo nuovo libro!!!

 

 

 

 

Lara Tavera e Luna Liani

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Stephen Hawking, addio all’ideatore della “teoria del tutto”

Il 14 Marzo 2018 è venuto a mancare Stephen Hawking.
Nato l’8 gennaio 1942, Hawking è stato un cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico. La sua teoria più importante è chiamata “la teoria del tutto” che è un’ ipotetica dottrina che sarebbe in grado di spiegare tutti i fenomeni fisici conosciuti. Grazie a lui i buchi neri hanno smesso di essere un’ipotesi. La sua vita dal 1963 è stata legata ad una malattia che lo ha ridotto su una sedia a rotelle, l’atrofia muscolare progressiva che lo ha costretto a ricoverarsi nel 2016 a Roma. Dalla sua storia è stato tratto un film candidato a 5 premi oscar, “La teoria del tutto”.

 

 

 

Il fisico Stephen Hawking ha espresso la sua opinione anche su molte questioni politiche. Si è dichiarato contrario all’uscita dell’America dall’accordo sul clima di Parigi, in quanto pensa che questo potrebbe portare la Terra a raggiungere la temperatura di 250 gradi, presente attualmente sul pianeta Venere. In questo modo  secondo Hawking, Trump causerà danni ambientali evitabili al nostro pianeta. Si è dichiarato anche contro la Brexit e l’intelligenza artificiale, che ha definito un rischio per l’umanità.

                              

 

Nel 2008, intervenendo al 50esimo anniversario della Nasa, Hawking disse che, data la vastità dell’Universo, è quasi certo che in altri pianeti si siano sviluppate delle forme di vita primordiali, sebbene non sia da escludere che da qualche parte esistano anche esseri intelligenti.

In una serie di documentari andati in onda nel 2010 Hawking affermò poi che il contatto con la vita extraterrestre potrebbe avere esiti catastrofici: se gli alieni riuscissero ad arrivare fino a noi, significherebbe che possiedono una tecnologia talmente avanzata da consentire la colonizzazione della Terra e la sottomissione del genere umano, in modo non molto differente da come fecero i conquistatori europei dopo la scoperta dell’America nel 1492.

Giacomelli Martina, Pacenti Elisa, Porzio Camilla, Rinieri Silvia

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