Archive For The “Scienze” Category
Il sangue blu è cosa da nobili. Ma anche da animali: il limulo, o anche granchio ferro di cavallo, ha infatti il liquido venale di colore blu, che è anche rinomato dal punto di vista medico. Il Limulus Polyphemus è un artropode chelicerato (cioè dotato di cheliceri, delle appendici simili a zampette che portano il cibo alla bocca durante i pasti) antichissimo: infatti, sono stati rinvenuti fossili di questa specie risalenti a circa 400 milioni di anni fa (questa specie è antica praticamente quanto gli squali).
Una curiosità: nonostante il suo nome, granchio ferro di cavallo, dal punto di vista di parentela evolutiva è più vicino a ragni e zecche che non ai granchi veri e propri. Il dismorfismo sessuale, cioè la differenza tra esemplari maschi ed esemplari femmine, prevede che il maschio sia del 20% più piccolo della femmina. Il limulo possiede sei paia di arti e due paia di occhi, i quali sporgono dal carapace che riveste il resto del corpo. Presenta anche una sorta di coda che non ha una funzione specifica.
Si sa che tutti i pesci non possono sopravvivere fuori dall’acqua. O meglio, quasi tutti: il Saltafango o Perioftalmo è uno di quei pochi pesci che non rientra in questo gruppo. I loro habitat tipo sono le foreste di mangrovie, nelle regioni tropicali e subtropicali. I Perioftalmi presentano vari adattamenti che permettono loro la vita subaerea: le pinne modificate, la capacità di respirare attraverso la mucosa buccale e la cute (respirazione cutanea, utilizzata anche dagli anfibi), la capacità di incamerare aria e di scavare profonde tane in cui rilasciano quest’aria accumulata quando sono ricoperte dall’acqua dall’alta marea.
Esistono 18 specie di Perioftalmo attualmente descritte. Il più conosciuto, il Periophthalmus argentilineatus, arriva fino a 9,5 centimetri circa e si ciba di piccole prede come granchi e altri artropodi.
Andrea Ruscillo, IID
Immaginate un capodoglio. Ora rendetelo più grande, più cattivo e col doppio dei denti. Otterrete il Livyatan Melvillei. Questo mostro era in cima alla catena alimentare marina del Miocene (periodo che va dai 23 ai 6 mln di anni fa) insieme ad una belva forse più conosciuta e temuta, il Carcharocles Megalodon (o Megalodonte). Il nome Livyatan Melvillei deriva, come facilmente intuibile, dal Leviatano (il gigantesco mostro biblico) e dall’autore di Moby Dick, Herman Melville. Aveva un cranio lungo tre metri e (si suppone in base alle misure del cranio, appunto) un corpo di una lunghezza compresa tra i 13 e i 17 metri. I denti misuravano 36 centimetri circa ed erano presenti sia sulla mascella che sulla mandibola, a differenza dei capodogli che li hanno solo sulla mandibola. La sua dieta prevedeva foche, tartarughe, uccelli marini e altri cetacei.
ricostruzione del Livyatan Melvillei
Andrea Ruscillo