Author Archive
Un paio di settimane fa una piccola delegazione della redazione del giornalino ha partecipato ad una lezione del corso di lingua cinese che si svolge in orario pomeridiano nella nostra scuola. Ne abbiamo approfittato per rivolgere qualche domanda all’insegnante. La docente ci ha raccontato della sua decisione di qualche anno fa di rimanere in Italia insieme al marito e di insegnare la sua lingua madre. Ha inoltre affermato che nonostante molti possano vedere il cinese come una lingua distante dall’italiano, in realtà questa non è così complicata e i suoi alunni lo possono confermare.
La sua classe di quest’anno è molto varia (l’età varia dagli 8 ai 13 anni), e per questo ognuno ha un programma personalizzato, con giochi inclusi per non stressarli dopo una pesante giornata di scuola. Per il prossimo anno ci sarà anche un libro fatto dalla stessa insegnante.
Nel suo corso viene anche insegnata la cultura cinese: le tradizioni, le usanze, i cibi tipici e le festività.
Noi stesse in una sola lezione abbiamo imparato molto.
Abbiamo scoperto che per ogni parola c’è un ideogramma, ossia un simbolo. Alcune parole hanno un solo ideogramma, altre più ideogrammi fusi. Ad esempio per scrivere la parola bosco si usano due ideogrammi di albero.
Nonostante non siamo degli appassionati di cultura e lingua cinese, siamo stati entusiasti di questa lezione e consigliamo a tutti di frequentare il corso l’anno prossimo.
Isabella Capone, Sara Pandolfo, Noemi Sailis 3A
Il 28 marzo scorso siamo partiti per un campo scuola in Campania insieme a tutti i ragazzi delle terze della secondaria. Da quando abbiamo iniziato la scuola media questa è stata in assoluto la prima uscita della nostra classe, visto che c’è stato il lock-down e lo scorso anno non era possibile fare uscite didattiche.
Eravamo eccitatissimi prima della partenza e non vedevamo l’ora. Ci hanno accompagnato le nostre professoresse, che finalmente abbiamo conosciuto in vesti più informali. In generale è stato fantastico anche per noi ragazzi visto che abbiamo potuto fare i famosi pigiama party, stare insieme un po’ nelle camere per scambiare due chiacchiere e ridere fino a tardi, e comunque anche vedere posti molto affascinanti.
Abbiamo mangiato numerosi cibi tipici campani, uno più buono dell’altro: pizza, gelato, mozzarella, sfogliatelle e pastiera come se non ci fosse un domani!
La Reggia di Caserta, con le sue 1200 stanze, è stata di sicuro il monumento più interessante. Anche i giardini ci hanno affascinato e abbiamo anche avuto l’opportunità di incontrare un gruppo di belgi in pensione con l’hobby di vestire abiti settecenteschi: ci hanno permesso di fare numerose foto in costume con loro.
Per noi è stata un esperienza indimenticabile, che ha unito le classi e lasciato ricordi indelebili dentro di noi. Speriamo davvero che tutte le classi d’ora in poi possano vivere questa esperienza.
Sara Pandolfo, Isabella Capone, 3A secondaria
Il 23 marzo scorso le classi terze della secondaria dell’Istituto hanno partecipato al Progetto Finestre, un’iniziativa del Centro Astalli che consiste in un incontro degli studenti con un rifugiato politico, ossia una persona che è fuggita dal proprio paese a causa di fattori che mettevano a rischio la sua vita (guerra, discriminazioni, dittatura, catastrofi ambientali…).
Il Centro Astalli è un centro dei gesuiti per i rifugiati politici che offre numerosi aiuti come l’assistenza di un avvocato, di un medico e di uno psicologo. Sono presenti inoltre dormitori e mense.
Le classi 3A e 3B hanno incontrato Njagga Njia, un uomo di 30 anni scappato dal Gambia, un paese africano confinante col Sudan. Ci ha raccontato il suo viaggio fino alla Libia, da dove si è imbarcato diretto verso l’Italia (la Libia è uno dei paesi non firmatari della Convenzione di Ginevra, l’accordo tra 146 paesi del mondo, per garantire rifugio a coloro che si trovano in difficoltà). Fortunatamente la sua fuga è durata solo 3 mesi e non ha subito gravi violenze durante il tragitto. Njagga è inoltre riuscito a rivedere la sua famiglia che è venuta anche in Italia con l’aiuto del Centro. Abbiamo notato un’ immensa gratitudine per il popolo italiano e per quello che il Centro Astalli gli ha fornito. Attualmente lavora da Decathlon e vorrebbe ottenere la cittadinanza italiana. Questo progetto ci ha insegnato però che Njagga potrà rimanere in Italia, anche senza averne la cittadinanza, fino a quando non cambierà la situazione di pericolo per lui in Gambia.
Per noi è stato un incontro molto istruttivo, interessante e formativo. Ascoltare la sua storia e vedere di persona un rifugiato politico ci ha fatto capire quanti pregiudizi ignoranti spesso le persone consciamente o non facciano e di quanto siamo fortunati a vivere in un Paese pacifico e democratico.
Sara Pandolfo, Isabella Capone III A
Cookie Run kingdom è un RPG (roler play game). E’ uscito solo all’inizio del 2021, ma ha già riscosso un grande successo!
Con più di 10 milioni di download ha fatto innamorare migliaia di persone.
Un gioco che sviluppa la tua creatività e occupa i frequenti momenti morti nelle tue giornate, con eccellente grafica e storie sempre diverse.
Puoi giocare con amici e familiari, condividendo bei momenti insieme.
Entrando nel gioco scoprirai la storia dell’antico regno dei cookie. Potrà sembrare noioso all’inizio, ma andando avanti scoprirai tutti misteri e le modalità di questo magico gioco.
Ha aggiornamenti frequenti con nuovi cookies, nuove attività e nuove ricompense.
Il tuo primo cookie sarà Ginger Brave, con il quale inizierai ad affrontare le prime missioni.
Quasi subito sbloccherai la gacha, che ti servirà per avere nuovi cookies, che potranno essere comuni, rari, epici, leggendari o antichi.
Tra le tante funzioni potrai trovare la World Exploration, i Bounties, l’Arena, le Guild Battles, la Tower of Sweet Chaos, la Cookie Alliance e la Tropical Soda Island.
Speriamo che apprezziate questo gioco tanto quanto lo abbiamo fatto noi.
Buon divertimento
Isa, Max
Con l’aiuto della ghostwriter Lynn
La brezza estiva
scuote le bionde
chiome del grano-.
Distese,
sotto le fronde argentee
dell’albero
dai frutti preziosi.
Mi specchio
negli occhi tuoi,
i tuoi boccoli
danzano nell’aria.
Noi,
amiche d’infanzia
che sognavam
di scappar dalla monotonia.
Pensa quanto è strano
abbiam trovato la pace
in un campo di grano
Lynn, Isa
Dopo tre settimane di attesa possiamo finalmente annunciarvi i risultati del sondaggio che abbiamo fatto girare per le classi a gennaio.
Vi abbiamo chiesto di come il periodo pandemico abbia influito su alcuni aspetti della vostra vita e alcune delle risposte che abbiamo ricevuto ci hanno fortemente sorpreso.
Abbiamo deciso di fare questo sondaggio per renderci conto di quanto la pandemia abbia alterato i nostri comportamenti e la nostra vita sociale, anche in ambito scolastico. Eravamo inoltre curiosi di sapere la vostra opinione sul modo in cui il nostro Istituto abbia fronteggiato l’epidemia.
Vi lasciamo alla lettura dei risultati hanno votato 81 studenti, in modo anonimo.
Nella prima domanda vi abbiamo chiesto quanto alcuni aspetti della vostra vita siano cambiati nell’ultimo periodo. Dalle risposte si evince che i rapporti interpersonali maggiormente modificati sono quelli con amici e genitori. Rilevanti sono anche i dati sul rapporto con il cibo, sul cambiamento della quantità di attività fisica e sulla pratica di comportamenti ossessivi quali compiere ripetutamente azioni o cercare costantemente ordine e perfezione (circa il 30% degli alunni ha detto di avere questi comportamenti).
Successivamente vi abbiamo domandato quali aspetti del rapporto con i vostri amici fossero cambiati. La risposta più votata ci ha spiazzati: Usciamo di meno, con 37 voti. I ragazzi, crescendo, solitamente escono di più, quindi sapere che così tanti di voi si vedano meno frequentemente con i propri coetanei è sorprendente.
Andando alla domanda 3 in cui vi abbiamo chiesto come è cambiata la vostra situazione familiare, possiamo dire di essere contenti poiché la molti di voi non hanno avuto forti cambiamenti. Tuttavia circa la metà dei votanti dice di aver riscontrato maggiori litigi e iperprotettività da parte dei genitori.
Nella quarta domanda vi abbiamo chiesto se preferite stare a scuola in presenza o seguire le lezioni in DAD. Il 54% di voi preferisce la DAD. Ciò fa riflettere poiché vuol dire che dei ragazzini preferiscono passare le mattinate chiusi a casa piuttosto che andare a scuola.
Stando sempre in ambito scolastico volevamo sapere quanto la scuola è stata pronta ad affrontare alcuni campi tra cui gestione della DAD, il dialogo con i ragazzi, la vicinanza dei professori nelle situazioni difficili, la protezione degli studenti dal contagio e la gestione delle relazioni tra studenti. Gli estremi “per nulla” e “molto” sono i meno votati, infatti la maggior parte delle risposte sono distribuite tra “poco” e “abbastanza”. Possiamo quindi dire che il nostro Istituto ha affrontato discretamente la pandemia.
Successivamente vi abbiamo domandato se sentite o se avete mai sentito bisogno di un supporto psicologico. Il 31% degli studenti ha votato “si”. Vi abbiamo quindi anche domandato se sapete che nel nostro Istituto esiste uno sportello psicologico gratuito e solo il 38% degli studenti ha confermato di esserne a conoscenza.
Tirando le somme ci sembra che sebbene non ci siano stati cambiamenti drastici nelle famiglie, alcuni comportamenti quotidiani sono stati alterati dal periodo pandemico. Per i professori si auspica una maggiore attenzione verso gli alunni ed è assolutamente da pubblicizzare lo sportello psicologico della scuola
Ringraziamo tutti gli alunni che hanno partecipato al sondaggio. 
Lynn, Max e Isa, III A