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Questa Giornata internazionale è contro gli omofobi ossia quelle persone che pensano che amare una persona dello stesso sesso sia una cosa brutta, un peccato, una malattia; serve a ricordare che bisogna essere educati a una cultura senza pregiudizi, che siamo tutti uguali: nessuno vale meno di qualcun altro, nessuno è diverso dagli altri solo semplicemente per il fatto che ama una persona dello stesso sesso o magari perché ha un colore diverso di pelle.
“Solidarietà e responsabilità sono alla base della nostra comune convivenza. Solo la comprensione reciproca può portare alla piena accettazione di tutto ciò che è “altro” da sé e al riconoscimento di ciascuna individualità. Il messaggio di questa giornata è l’invito a rinnovare l’impegno al rispetto dell’altro e delle sue scelte: elementi alla base del vivere collettivo”: l’intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella.
“In Italia è ancora altissimo il numero di episodi di discriminazione e violenza ai danni delle persone LGBTQI+. Potrei ricordare che, anche quest’anno, l’Italia si è collocata ai gradini più bassi della Rainbow Map di Ilga Europe. O potrei parlare di tutto il lavoro che ancora c’è da fare, delle difficoltà della politica di dare risposte efficaci alla domanda di riconoscimento e giustizia che proviene dalle persone LGBTQI+ del nostro Paese. Ma voglio dedicare la giornata di oggi, invece, a chi non si arrende”, scrive in un post su Facebook Monica Cirinnà responsabile Diritti del Pd.
Ormai è da 32 anni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dalle malattie mentali: è stato un evento molto importante a dimostrazione dei molti passi avanti fatti, ma c’è ancora tanto da fare. Purtroppo le violenze sugli omosessuali sono ancora molto diffuse, soprattutto in Italia. Questi atti possiamo dire che violano la dignità umana, penso che oggi non sia solo un giorno che ricorda quanto sia brutta l’omofobia ma anche un giorno che dovrebbe far ragionare tutte le persone sul fatto che l’Italia sia uno dei paesi più omofobi d’Europa, cosa che non ci fa onore.
Emma Falone, 2D


Oggi, 3 Maggio, è il giorno dedicato alla libertà di stampa, ricorrenza proclamata nel dicembre del 1993 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Si festeggia il 3 Maggio perchè è l’anniversario della Dichiarazione di Windhoek (località della Namibia dove nel maggio 1991 UNESCO e Nazioni Unite l’hanno sottoscritta, n.d.r.) che contiene importanti principi sulla libertà di espressione.
Ogni anno durante questo giorno viene consegnato il premio UNESCO per la libertà di stampa, che quest’anno è andato all’Associazione di giornalisti della Bielorussia fondata nel 1995 con l’obbiettivo di promuovere la libertà di espressione e il giornalismo in Bielorussia. Fanno parte di questa associazione più di 1300 giornalisti. Nell’agosto del 2021, dopo una perquisizione della polizia negli uffici dell’associazione, La Corte Suprema della Bielorussia ha ordinato lo scioglimento dell’organizzazione anche su richiesta del Ministero della Giustizia bielorusso.
“Per venticinque anni, il Premio UNESCO ha attirato l’attenzione del mondo sul coraggio dei giornalisti che hanno mostrato sacrificio di sé nella loro ricerca di verità e trasparenza. Ancora una volta, il loro esempio ci ispira e ci ricorda l’importanza di garantire che i giornalisti, ovunque si trovino, possano lavorare liberamente e in sicurezza”, ha dichiarato il direttore generale dell’UNESCO Audrey Azoulay.
Anche Papa Francesco ha scritto un tweet che recita: “In questa Giornata della Libertà di Stampa, preghiamo insieme per i giornalisti che hanno pagato di persona, con la vita o con il carcere, per servire questo diritto. Un grazie speciale a quanti di loro, con coraggio, ci informano sulle piaghe dell’umanità”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto un discorso in cui spiega che la libertà di stampa è come il “termometro” della salute democratica di un paese, ce lo insegnano anche i fatti drammatici della guerra in Ucraina.
Emma Falone, 2D
A Bologna il 21 Marzo, con tanta gioia è stata inaugurata la Fiera Internazionale del Libro per ragazzi con oltre 1000 espositori provenienti da 90 paesi stranieri. In particolare quest’anno gli organizzatori si sono impegnati a proporre libri ucraini che hanno avuto anche molto successo, anche se purtroppo gli invitati ucraini non hanno potuto partecipare.
Lo spazio che dovevano occupare gli editori ucraini si è trasformato in uno “stand” per manifestare contro la guerra. Inoltre è stato realizzato un angolo, l’Ukrainian Books, dove sono esposti vari titoli ucraini (tra cui uno dedicato alle 13 piccole vittime ucraine realizzato da Masha Serdiuk N.D.R). I libri e l’editoria per ragazzi sono come un ponte fra le culture, perciò sono stati i veri protagonisti dell’apertura della più importante fiera internazionale. Questo evento ha coinvolto 190 editori, 800 librerie, 375 autori e 350 illustratori.
“I libri ci servono per aiutare, perché costruiscono ponti e non muri. Questa Regione sostiene l’editoria e la cultura e ha una lunga tradizione, soprattutto nei libri per i primi anni di vita. Abbiamo bisogno di questi libri per un migliore futuro di pace. Davanti ai libri siamo tutti uguali e le paure e la meraviglia sono lo stesse” sostiene la vicepresidente dell’Emilia Romagna Elly Schlein.

Emma Falone, 2D
Sappiamo che questo è un periodo complicato per tutto il mondo, in particolare per l’Ucraina, che sta subendo i bombardamenti della Russia. Però noi siamo qui per raccontarvi degli episodi che ci possono dare un po’ di speranza:
- Un bambino di 11 anni ha percorso 1200 km (dall’ Ucraina alla Slovacchia) da solo con un numero di telefono scritto sulla mano e un biglietto. Arrivato al confine è stato aiutato dai soldati che hanno rintracciato i genitori per il lieto fine.

- In un bunker sotterraneo una bambina di nome Amelia ha cantato “Let it go” la colonna sonora di Frozen. Amelia nelle ultime ore è diventata un simbolo di speranza perchè pur stando in un bunker rischiando la vita ha avuto la forza di cantare per infondere speranza a coloro che si trovavano lì. Per vedere il video: https://www.rainews.it/video/2022/03/bimba-canta-let-it-go-in-un-bunker-in-ucraina-01264f7f-e41f-4b23-9dda-cf70558ae013.html
- A Torino, in Piemonte, il pomeriggio del 5 Marzo sono stati accolti dei bambini ucraini malati oncologici (tumore) bisognosi di cure: ora sono all’ospedale infantile Regina Margherita, ricoverati per le cure.

4. Tutti i paesi si stanno impegnando in una gara di solidarietà portando alimenti, medicinali, vestiti ai paesi colpiti dalla guerra. Anche la nostra scuola ha raccolto viveri, medicinali coperte e vestiti portandoli alla chiesa ucraina a Roma: Santa Sofia in via Boccea.
Emma Falone, 2D
Sappiamo che Putin ha intenzione di invadere L’Ucraina, ma perché?
Fino al 1990 l’Ucraina faceva parte dell’ Impero Russo sovietico (URSS). Costituiva, insieme agli altri paesi del Patto Di Varsavia (l’alleanza degli Stati sovietici) una sorta di “cuscinetto” fisico tra la Russia e i nemici della NATO (l’alleanza militare delle democrazie occidentali). Dopo la caduta dell’ URSS tutti i paesi che facevano parte del cosiddetto Impero russo passarono tutti alla NATO, tutti tranne l’Ucraina. In poche parole Putin rivuole l’URSS. Da alcuni anni però, l’Ucraina manifesta l’intenzione di aderire all’ UE e alla NATO. Se questo accadesse, la Russia si ritroverebbe un nemico al confine (la NATO). Per questo Putin, temendo l’adesione dell’Ucraina, starebbe decidendo di invaderla con l’idea probabilmente di metterne a capo un governo fantoccio. Purtroppo l’Ucraina, non facendo parte della NATO, non verrà militarmente difesa da questa. Per fortuna l’USA e l’Europa stanno fornendo a Kiev (la capitale ucraina) armi e sostegno economico per resistere all’invasione. I tentativi di pace si stanno rivelando fallimentari. L’USA addirittura deduce che l’attacco potrebbe arrivare da un momento all’altro. Infatti l’Italia la Germania, la Francia, gli Stati Uniti e altri paesi hanno chiesto ai loro cittadini di lasciare l’Ucraina.
Purtroppo se Putin dichiarerà guerra all’ Ucraina ci saranno ripercussioni molto gravi in tutta Europa, pensate che già 60mila profughi sono emigrati in Russia. Putin sembra sempre più convinto nel voler conquistare l’Ucraina.


Emma Falone, 2D
Sasaki and Miyano o Sasaki to Miyano in giapponese, è una serie anime (cartone giapponese). La storia e i disegni sono di Syo Harusono, il genere è yaoi e slice of life ed è stato pubblicato nel 2016. L’opera è raccolta in 8 volumi, purtroppo non pubblicati in Italia.
LA TRAMA
Miyano è un liceale fan di un manga chiamato “Boys Love”. Anche se li adora si vergogna e non riesce a condividere la sua passione con gli altri, fino a che non incontra il suo senpai (il senpai in giappone è una persona più grande di te e per rispetto viene chiamato “senpai”) Sasaki. Quest’ ultimo non sa cosa siano i “Boys Love” e non comprende perchè Miyano lo minacci di disegnare i personaggi di quel manga. Ma è desideroso di imparare tutto ciò che c’è da sapere sulla passione del suo amico! Spenderanno tanto tempo insieme, fino a che Sasaki non proverà solo amicizia, ma anche amore…
Questa serie mi piace tantissimo, perché è romantica ma anche educativa; mi ha insegnato a non dovermi mai vergognare per quello che sono, per le mie passioni, per l’orientamento sessuale che si ha… Non bisogna mai vergognarsi di ciò che si è!
Emma Falone II D
Ci sono molti paesi in cui le donne non hanno diritti; due sono emblematici:
INDIA: Molte ragazze tra i 15 e i 19 anni sono sposate, divorziate o vedove. Nel solo 2008, si stima che circa 250 mila bambine siano scomparse al momento del parto.

AFGHANISTAN: In Afghanistan il 60/70% dei matrimoni del paese è forzato. C’è anche tanta violenza sessuale. Inoltre il 13% delle donne non sa leggere e scrivere. Il giorno 10\03\21 (proprio due giorni dopo dopo la festa delle donne) il Dipartimento dell’Istruzione di Kabul ha dato l’ordine a tutte le scuole, sia pubbliche che private, attraverso una lettera, di vietare alle ragazze afghane sopra i 12 anni di cantare.

Condizioni della donna in Occidente:
Le donne vengono discriminate: benché compiano due terzi del lavoro della popolazione mondiale, hanno solo il 10% del reddito mondiale complessivo.
Vengono maltrattate e picchiate. Il 35% delle donne a livello mondiale viene picchiato almeno una volta nella vita. Il 60% degli analfabeti sono donne, tra cui bambine, ragazze e adolescenti.
Le soluzioni:
Bisogna difendere i nostri diritti. Bisogna mettere in atto una campagna d’informazione sull’importanza della disciplina, realizzando corsi d’informazione per garantire un lavoro alle donne e renderle autonome. Per realizzare tutto questo però bisogna fare un lavoro di squadra, serve il contributo di tutti.

Emma Falone




