Dedicato a..
..tutti i bambini che ogni giorno non possono vivere la loro favola..
..tutte le famiglie e gli insegnanti che ci hanno permesso di realizzare questa raccolta..
..tutti gli animali (sia maltrattati che non) perché in fin dei conti sono loro i protagonisti delle nostre favole..
..tutti i bambini malati sperando che, se questo libro verrà pubblicato, possa strappargli un sorriso..
..quelli che amano leggere le favole sugli animali..
..tutti i bambini che hanno paura di essere chi sono..
..tutti coloro che ogni giorno lottano per vivere.
Gli autori & le favole
Abu Bakar Siyam, Il gatto e la mucca
Cannavò Martina, Il topo e le formiche
Catallo Emiliano, Il cane e la gatta
Cioè Eleonora, Lo scoiattolo e la farfalle
Corhan Denis Constantin, Il toro e il cervo
Di Giorgio Cristina, La formica e la tartaruga
Fadda Aurora, Il pulcino e la balena
Giuliani Aurora, Il leopardo e l’ermellino
Grillo Giorgia, L’unicorno e la principessa
Leonardi Tommaso, Lo struzzo e il piccione
Marini Giordana, Il lupo e la volpe
Marku Melissa, Il gatto e il topo
Mencaroni Michele, L’oca e il cigno
Olivieri Roberto, Il gatto e il topo
Parigi Silvia, Il coniglietto dal pelo meraviglioso
Riverso Francesco, Il cane e il gatto
Rossi Lorenzo, La formica e il pettirosso
Tavera Lara, Una brutta nuotata
Trampini Marco, L’intrusa
Zanetto Stefano, Le case del cane e del gatto
Zottich Alessandro, I gabbiani e l’orso
Il gatto e la mucca
C’era una volta un gatto molto ricco che possedeva tutto ciò che desiderava.
Un giorno decise di andare a trovare la sua amica mucca in una fattoria.
La mucca era molto gelosa della ricchezza del gatto quindi decise di farlo cadere in una trappola.
Con la scusa di un uccellino intrappolato in una gabbia, la mucca chiese aiuto al gatto; ma proprio nel momento in cui lui stava andando ad aiutare l’uccellino, la mucca tagliò la corda che teneva la gabbia e il gatto rimase imprigionato.
La mucca allora corse a casa del gatto e gli rubò tutto.
Questa favola ci insegna che non dobbiamo mai essere gelosi degli altri.
Abu Bakar Siyam
Il topo e le formiche
Stava arrivando l’inverno e tutte le formiche iniziarono a raccogliere i granelli di terra per costruire il formicaio, visto che dopo qualche giorno sarebbe arrivata la neve.
Le formiche stavano per finire di costruire la loro tana, quando di lì passò un topo che, con aria fiera, disse: «ah ah ah!!!Ma lo sapete che la neve non arriverà mica domani! Io costruirò la mia tana all’ultimo momento, non sono mica lento come voi! Con la mia intelligenza la costruirò in un batter d’occhio! Ora vi saluto, perché a quanto pare, ne avete di lavoro da fare!».
Dopo due giorni arrivò la neve, il topo non aveva ancora costruito la sua tana, mentre le formiche erano al calduccio nel loro formicaio.
Infreddolito e disperato il topo andò da loro e disse: «scusatemi, non avrei dovuto prendervi in giro, anzi, avrei dovuto seguire il vostro esempio, sareste così gentili da perdonarmi e aiutarmi a costruire la mia tana? Altrimenti morirò di freddo!».
Le formiche, disponibili come sempre, accettarono e tutti insieme costruirono una tana calda e accogliente dove il topo potesse passare l’inverno.
Sbagliare è umano e pentirsi è raro!
Cannavò Martina
Il cane e la gatta
Una volta c’erano un cane e una gatta che si odiavano a morte.
Il cane si chiamava Ciccio Brutto e la gatta Paninozza al prosciutto.
Un giorno vennero sorpresi a rubare e finirono in prigione.
Litigavano ogni giorno però, con il passare del tempo, scoprirono che avevano tante cose in comune e si innamorarono!
Scontata la pena, uscirono di prigione, si sposarono e fecero tanti figli insieme.
Non dobbiamo mai giudicare le persone dall’apparenza perché conoscendole potremmo scoprire di avere tante cose in comune con loro.
Catallo Emiliano
Lo scoiattolo e la farfalla
Lo scoiattolo e la farfalla erano migliori amici, infatti quando uno era triste l’altro lo faceva divertire e dopo la scuola si accompagnavano a casa e passavano interi pomeriggi a giocare.
Un giorno, mentre si trovavano nel bosco, decisero di fare una gara a chi saltava più in alto. Così misero dei rami sempre più in alto formando dei livelli. Arrivati all’ultimo livello saltarono il ramo ma lo scoiattolo accusò la farfalla dicendole di non aver saltato l’ultimo ramo ma di aver saltato quello più in basso.
La farfalla disse che non era vero e offesa se ne andò e per tanti giorni non si parlarono e quando si incontravano si ignoravano.
Provarono a farsi dei nuovi amici per far vedere all’altro che non gli dispiaceva di aver litigato e nessuno dei due aveva il coraggio di chiedere scusa ma per questo soffrivano molto e avevano nostalgia l’uno dell’altro.
Non perdere un’amicizia importante per delle sciocchezze!
Cioè Eleonora
Il toro e il cervo
Un giorno c’era un toro che si credeva di essere l’animale più forte e invincibile di tutti.
All’improvviso sbucò un cervo da una montagna gridando a gran voce: «ti voglio sfidare!».
Il toro cominciò a ridere però accettò la sfida.
Dopo tante prove arrivò quella delle “corna più forti”.
I due animali si posizionarono faccia a faccia e cominciarono a correre uno addosso all’altro, però il cervo, più furbo, lo attaccò da sinistra e gli spezzò le corna, vincendo la sfida. Il toro se ne andò sconfitto.
Non conta essere grandi e forti per superare le prove, ma astuti!
Corhan Denis Constantin
La formica e la tartaruga
Un giorno una formica si perse, allora chiese ad una tartaruga di passaggio di salire sopra il suo guscio, per vedere la strada di casa.
La tartaruga le disse di no, quindi la formica provò ad arrampicarsi su una spiga di grano, ma cadde e si ruppe una zampetta.
Il giorno dopo la formica vide la stessa tartaruga passare molto affamata, che le chiese di poter mangiare un po’ di cibo che aveva raccolto.
La formica glielo diede e cominciarono a frequentarsi fino a che non divennero migliori amiche.
Se gli altri non ti danno ascolto non essere come loro ma aiutali!
Di Giorgio Cristina
Il pulcino e la balena
C’era una volta un pulcino che si era addormentato su un gommone e per sbaglio finì su un’isola deserta.
Una balena se ne accorse e gli chiese se volesse un aiuto, ma il pulcino, non fidandosi, non accettò.
Qualche tempo dopo il pulcino stava per morire di fame e allora la balena lo prese e lo portò dalla sua mamma che lo accudì.
Da quel momento il pulcino e la balena divennero amici per sempre.
Non perdere mai la fiducia nelle persone più grandi che ti vogliono aiutare!
Fadda Aurora
Il leopardo e l’ermellino
Un leopardo e un ermellino erano usciti a caccia durante un giorno invernale. Giunto sul lago ghiacciato, l’ermellino cominciò a lamentarsi : «il mio pelo è così bianco mentre tutti gli animali ce l’hanno bello e tutto colorato!».
Lo udì un leopardo che gli disse: «non credere! Il tuo pelo ti porta tanti vantaggi!». Infatti arrivarono dei cacciatori e l’ermellino si mimetizzò con la neve mentre il leopardo con il pelo di colori accesi fu notato subito.
Per fortuna riuscì a fuggire e, quando i cacciatori furono cacciati via da tutti gli altri animali, il leopardo disse al suo amico: «vedi ermellino, ora sono io a dovermi lamentare perché il tuo pelo ti ha salvato!». «Hai ragione!» rispose l’ermellino al suo amico.
Non bisogna essere gelosi degli altri perché tutti abbiamo delle virtù.
Giuliani Aurora
L’unicorno e la principessa
In un bosco viveva un unicorno-arcobaleno. Era un animale molto triste perché avendo un corno, al centro della fronte, feriva involontariamente ogni animale che gli si avvicinava.
Un giorno vagando per il bosco sentì un pianto in lontananza, si avvicinò e vide una principessa accovacciata ai piedi di un albero.
L’unicorno le si avvicinò con cautela, per non spaventarla. La principessa alzò lo sguardo e lo vide ma non urlò per lo spavento.
L’unicorno le chiese perché piangeva e lei gli rispose che si era persa e che non trovava la strada per tornare al castello. Oltretutto stava facendo buio e presto sarebbe arrivato il freddo.
L’unicorno le disse che l’avrebbe riportata al castello ma che non avrebbe potuto accompagnarla dentro perché era stato bandito dal re. La principessa smise di piangere e incuriosita gli chiese perché suo padre avesse fatto una cosa del genere.
L’unicorno le raccontò la sua triste storia e di quanto soffrisse la solitudine per colpa del suo corno del quale tutti avevano paura. La principessa, che si chiamava Emma, si alzò e cercò di accarezzare quello splendido unicorno che, però, indietreggiò per paura di ferirla.
Emma, però, non si scoraggiò e lo avvicinò di lato.
L’unicorno si fece accarezzare per la prima volta e per lui fu una gioia immensa perché non l’aveva ferita. Divennero amici ed Emma decise di chiamarlo Sugar.
Emma montò su Sugar che la condusse alle porte del castello. Quando arrivarono in prossimità del castello, i soldati del re tentarono di ucciderlo ma Emma urlò loro di fermarsi, parandosi davanti a Sugar; poi mandò a chiamare i suoi genitori, il re e la regina, che arrivarono di corsa felici di sapere che la loro Emma era sana e salva.
Emma gli raccontò che Sugar l’aveva salvata da una morte certa e allora il re e la regina lo accolsero con felicità, ringraziandolo per aver riportato al castello la loro figlia adorata.
Sugar fu finalmente dichiarato libero, fu accettato da tutti e rimase per sempre al castello con Emma, la principessa che aveva creduto in lui.
Grillo Giorgia
Lo struzzo e il piccione
Un giorno un piccione incontrò il suo amico struzzo, che stava facendo cose molto strane, per cui il piccione, spinto dalla curiosità, andò dall’amico e gli disse: «ciao struzzo, che cosa fai?». Lui rispose: «niente di niente», per cui il piccione se ne andò svolazzando via.
Il giorno dopo, il piccione trovò di nuovo lo struzzo nello stesso posto e gli disse: «amico, se hai un problema puoi dirmelo!». E così lo struzzo confessò la verità dicendo: «io non so né leggere né scrivere».
Il piccione, quando sentì quelle parole, rimase a bocca aperta e disse: «beh, se non sai né leggere né scrivere, posso insegnartelo io».
E così lo struzzo, dopo un po’ di giorni, diventò uno degli animali più intelligenti di quel posto.
Ognuno di noi ha delle difficoltà, bisogna accettarle e imparare a chiedere aiuto agli altri.
Leonardi Tommaso
Il lupo e la volpe
C’era una volta un lupo che si sentiva il migliore di tutti e se ne andava in giro dicendo: «tra me e gli altri non ci sono paragoni, sia per la mia forza che per la mia astuzia, praticamente possono solo competere».
Un giorno il lupo incontrò una volpe e visto che non gli prestava attenzione disse: «oh, sciocca volpe! Non ti rendi conto di chi hai di fronte? Il più forte e astuto fra tutti gli abitanti di questa foresta, anzi di tutto il mondo».
La volpe indignata gli rispose: «come ti permetti di chiamarmi sciocca? Ma se sei così forte come dici, perché non ci battiamo domani al tramonto nel varco della foresta?».
Il lupo, sicuro di sé, accettò la sfida. La volpe però non era affatto sciocca e aveva individuato benissimo il punto debole del lupo. Il suo orecchio, infatti, era tutto graffiato con ferite profonde e vedeva che spesso se lo toccava delicatamente.
Il giorno seguente al tramonto, nel varco della foresta, il lupo si presentò e tutto sicuro iniziò a girare intorno alla volpe. Questa gli saltò addosso, proprio sull’orecchio ferito e lui cadde a terra, pieno di sangue.
La volpe gli disse: «ben ti sta! Non sentirti il migliore di tutti con superbia perché ci sarà sempre qualcuno, almeno in una cosa, migliore di te! E mi dispiace perché ora non potrai più comunicare a nessuno la tua lezione di vita». Il lupo infatti per la gran ferita, morì.
Marini Giordana
Il gatto e il topo
C’erano una volta, in una casa, un gatto e un topo.
Un giorno, mentre il gatto giocava sul divano con un gomitolo di lana, vide un topo sbucare dalla porta mentre mangiava del formaggio. Il gatto, essendo molto affamato, decise di intrappolarlo per mangiarselo, così cercò di avvicinarsi al topo piano piano, senza farsi sentire.
Il topo, appena finì il suo formaggio, sentì dei passi, come se qualcuno si stesse avvicinando.. pensò che fosse solo la sua immaginazione ma quando si voltò vide il gatto e spaventato lo supplicò di non mangiarlo.
Il gatto, vedendolo così triste, decise di lasciarlo stare. Il topo gli chiese: «vuoi essere mio amico?» e il gatto rispose: «come fai a chiedermi questa cosa se fino a poco fa stavo per mangiarti?»; il topo rispose: «non ti preoccupare, ti ho già perdonato!».
Allora il gatto gli chiese scusa e abbracciò il topo. Da quel giorno diventarono amici inseparabili!
Questa favola ci insegna a dare a chi sbaglia una seconda opportunità.
Marku Melissa
L’ oca e il cigno
Una giorno un’oca stava passeggiando accanto a un lago e ad un certo punto vide un cigno bellissimo, alto e con un collo molto lungo e snello.
Gli si avvicinò per fare amicizia, ma il cigno le disse: «ma non ti vergogni, sei grassa, senza colore e hai le ali piccole, sei la vergogna di questo lago!».
Qualche giorno dopo l’oca vide di nuovo il cigno circondato da altri cigni femmina. L’ oca chiamò il cigno a testa alta: «cigno, ti ricordi quando mi hai disprezzato? Ebbene io potrei dire la stessa cosa di te ma non lo farei mai perché io rispetto chi è diverso da me!» e se ne andò.
La morale è che bisogna rispettare chi è diverso da noi.
Mencaroni Michele
Il gatto e il topo
C’era una volta un gatto di nome Tom.
Tom usciva di casa tutte le mattine per inseguire i topolini di campagna che entravano nel suo giardino.
Una mattina, un piccolo topolino di nome Gerry si fece coraggio e chiese al gatto perché spaventava a morte i suoi fratellini.
Tom rimase stupito dal coraggio del piccolo Gerry e, commosso, gli promise che non avrebbe più spaventato nessuno.
Da quel giorno Tom e Gerry diventarono grandi amici.
Questa favola ci insegna che il coraggio di una persona può salvare un’intera famiglia.
Olivieri Roberto
Il coniglietto dal pelo meraviglioso
Un giorno due coniglietti si trovavano nella foresta di Partipalli per raccogliere delle more. Mentre correvano di qua e di là si trovarono davanti agli occhi il lupo che lavorava per il perfido re leone.
Il lupo, in passato, si era già accorto che uno dei due coniglietti aveva un pelo molto pregiato e lo voleva ad ogni costo.
Dopo tre giorni uscirono dei volantini su cui c’era scritto: “chiunque consegna al re leone il coniglietto dal bellissimo pelo riceverà una ricca ricompensa”.
Così il giorno dopo l’amico del coniglietto lo consegnò al lupo. Da quel momento il coniglio rimase senza amici, passarono gli anni e morì solitario.
Questa favola ci insegna che un amico vale molto di più della ricchezza del mondo intero.
Parigi Silvia
Il cane e il gatto
Un giorno un gatto passeggiava nella sua città e all’improvviso incontrò un cane.
Lui e il cane piano piano fecero amicizia fino a diventare grandi amici.
Il cane però voleva ingannare il gatto e così mentre il micio era in bagno, scappò a casa sua per rubargli la statuetta d’oro che lo rappresentava.
Il gatto, poiché non vedeva più il cane, si mise a cercarlo ma si fece tardi e allora tornò a casa sua.
Quando rientrò nella sua dimora, molto stranito per non aver trovato il cane, non vide più la sua preziosissima statua d’oro e scoppiò a piangere.
Il cane, nel frattempo, si godeva il suo ricco bottino, ma vedendo dalla finestra di casa sua il gatto piangere, andò da lui, gli restituì la statua e si scusò molto rattristato.
Allora il gatto lo perdonò e tornarono ad essere amici.
Non tradire mai le persone care (o anche non care).
Riverso Francesco
La formica e il pettirosso
Un freddo giorno d’inverno, passeggiavano in un prato un pettirosso e una formica.
I due animali erano molto amici, ma un giorno il pettirosso, che aveva già finito le sue scorte, in preda alla fame, volò nella casa della formica e le prese del cibo.
Quando la formica tornò a casa, vide il pettirosso volare via con un cesto pieno delle sue scorte. Allora lo chiamò e gli disse: «se tu mi avessi detto che eri affamato, io ti avrei dato volentieri il mio cibo però, siccome hai tradito la nostra amicizia, resterai senza».
Allora il pettirosso si sentì in colpa, ma ormai il danno era fatto e la loro amicizia era spezzata.
Questa favola ci insegna che quando abbiamo bisogno di aiuto possiamo chiederlo ai nostri amici: non prendiamo quello che non è nostro senza permesso!
Rossi Lorenzo
Una brutta nuotata
C’erano una volta una balena e due cani.
La balena chiese al primo cane se voleva nuotare, ma il cane gli rispose di no per due motivi: primo perché non sapeva nuotare e secondo perché non si fidava.
Poco dopo la balena chiese al secondo cane se voleva nuotare e il cane gli disse di sì, però prima gli raccomandò di tenerlo aggrappato a sé perché non sapeva nuotare e la balena rispose che lo avrebbe fatto.
Però visto che la balena era inaffidabile lo lasciò andare e il cane morì.
L’altro cane, mentre vedeva morire il secondo, disse: «ecco, oggi ho imparato una cosa importante: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!».
Tavera Lara
L’intrusa
C’era una volta, in montagna, un cane che faceva da guardia alle pecore; un giorno vide una strana pecora che si univa al gregge, si spaventò e andò a controllare chi fosse.
Era una capra che faceva le stesse cose delle pecore, allora il cane andò a parlarci e le disse: «chi sei?».
La capra non ebbe un secondo per rispondere perché il cane continuò a domandarle: «da dove vieni? Vuoi mangiare le mie pecore?».
La capra rispose: «sono una pecora che viene da sopra questo monte» e il cane ribatté: «non è vero, tu sei una capra perché non esistono pecore con la barba e con le corna».
A quel punto intervenne una pecora dicendo: «non permetto che una capra si unisca al gregge».
Da quel momento la capra, desolata, provò ad essere un altro animale perché non riusciva ad accettarsi, ma non ci riuscì mai.
Questa favola ci insegna che dobbiamo essere sempre noi stessi e che non dobbiamo cambiare per piacere agli altri.
Trampini Marco
Le case del cane e del gatto
Un giorno un leone decise di farsi costruire una casa.
Come costruttori scelse un cane e un gatto. Il cane progettò una casa di pietre, mattoni e materiali pesanti. Il gatto una con la paglia, il legno e materiali leggeri.
Il cane ogni giorno andava in una cava e scavava la pietra e l’argilla per costruire i mattoni e finiva di lavorare a tarda sera. Il gatto invece, usando cose leggere, tutti i giorni andava dalle mucche a chiedere un po’ di fieno e dal castoro la legna.
Ogni sera guardava la televisione e andava a dormire a mezzanotte. Un giorno finì di costruire la casa, ma dopo un attimo questa era già in mille pezzi. Riprovò con tanti materiali ma cadeva sempre.
Intanto il cane riuscì a completare la casa e quando il leone andò a controllare vide che il gatto non aveva fatto niente e scelse quella del cane, che nel frattempo diceva al gatto: «visto, è meglio una cosa fatta per bene, invece di mille fatte male».
Zanetto Stefano
I gabbiani e l’orso
Un bel giorno un orso di nome Bobbi andò a pescare.
Vicino al mare c’erano dei gabbiani che gli chiesero : «qual è il tuo nome?» e lui rispose: «mi chiamo Bobbi». I gabbiani allora si misero a ridere.
Il gabbiano più grande e più forte disse: «io mi chiamo Pansuto, mio fratello minore si chiama Gabbianone mentre mia sorella si chiama Cicciapollo!».
I gabbiani cominciarono a prenderlo in giro per il suo nome e Bobbi se ne andò.
I giorni successivi continuarono a prenderlo in giro. Allora l’orso disse: «venite nel bosco, se ne avete il coraggio!». I gabbiani entrarono nel bosco, dove l’orso aveva preparato una trappola e vi cascarono dentro.
Proprio nel momento in cui si trovarono intrappolati nella grande rete cominciarono a chiacchierare con l’orso e scoprirono di avere tante cose in comune. Diventarono così amici per la pelle!
Questa favola ci insegna a non prendere in giro gli altri perché dietro l’apparenza può nascondersi un grande amico!
Zottich Alessandro