Author Archive
Uno dei ” best delegate” dell’IMUN 2018 è un alunno della nostra scuola: Edoardo Barbati. L’ IMUN è una simulazione dei lavori delle Nazioni Unite. Due alunni dell’Istituto hanno partecipato, Giulia Pascucci ed Edoardo Barbati, che è stato nominato best delegate 2018. Lo abbiamo intervistato per voi:
1.Come è stato partecipare?
” Molto bello, perchè facendo varie lezioni ho imparato cosa sono le United Nations.”
2.E’ stato difficile?
” All’ inizio pareva la cosa più difficile di tutte ma poi mentre scrivevo la mia soluzione per il problema che ci avevano assegnato, cioè le bombe biologiche, mi sono reso conto che se avessi messo il giusto impegno niente sarebbe stato difficile.”
3.Come ti sei sentito quando sei stato nominato best delegate?
” Appena ho sentito il mio nome sono impazzito dalla gioia!”
4. Descrivi la tua esperienza in tre parole
” Fantastico, Emozionante,Bellissimo”
Francesco Di Paola
1. Professor Battisti, che tipo era al liceo?
“Ero un ragazzino per i fatti miei e un po’ indeciso su cosa sarei diventato e con un po’ di problemi, anche se inesistenti.”
2. Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?
“Il pericolo disoccupazione e la mia abilità nello spiegare; forse anche il fatto che provenivo dall’università ed essendo quel mondo molto chiuso, avevo bisogno di un contatto con la realtà e mi sono orientato verso l’insegnamento”
3. Qual è la parte che preferisce e quella che detesta dell’insegnamento?
“Non esiste una polarità tra tutto bello e tutto brutto. Nell’insegnamento, come in tutti i lavori, ci sono le giornate in cui tutto va bene e quelle in cui va tutto male, in cui non riesci a fare le cose vorresti fare, a farti seguire dalla classe nel modo in cui vorresti, a insegnare le cose che tu vorresti e a non trasmettere i valori e i concetti che vorresti trasmettere. In queste giornate ti rendi conto che l’ insegnamento non è poi così fantastico. Poi ci sono le altre in cui va bene e i tuoi alunni apprendono completamente tutto ciò che vorresti e ti senti soddisfatto”
4. Se avesse potuto intraprendere un’ altra carriera, quale sarebbe stata?
“La Rockstar! ”
5. C’è stato un momento in cui ha deciso di lasciare l’insegnamento?
“Ogni santo giorno. Nessuna scelta si può mai pensare come definitiva o almeno è quello che credo io. Poi nel lavoro non si sa mai”
6. Quando è nata la sua passione per l’insegnamento?
“Mai. Non penso di essere appassionato per il lavoro ma ho la passione di maneggiare e utilizzare la conoscenza e farne qualcosa di mio”
Francesco Di Paola, Annalisa Capponi, Luna Liani
Google è la piattaforma di ricerca più famosa al mondo e la più utilizzata ed esistono tanti piccoli trucchi che lo rendono spettacolare.
Ecco alcuni esempi:
Google Space è una piattaforma simile al motore vecchio di ricerca di Google con aggiunta di parti che volano come si fosse nello spazio.
Google Sphere simula una sfera che gira su se stessa con vari link e al centro il nome del motore di ricerca
Francesco Di Paola
In questi anni sta girando una nuova categoria di rap, che ormai tutti conoscono, si chiama la TRAP. Questo genere è identico al rap solo che al posto di parlare di malavita parla di soldi e di quanto siano ricchi i rapper che vanno in giro co
n vestiti di marca come Gucci, Louis Vuitton e chi più ne ha più ne metta. Sta andando di “moda” questo trapper di nome Sfera Ebbasta che a gennaio ha fatto uscire il suo terzo album intitolato “Rockstar”.
Nome originale Gionata Boschetti, nato a Sesto San Giovanni a Milano sin da piccolo aveva avuto questa passione del rap, il padre era separato e la madre non aveva un lavoro con cui poteva permettersi tanto. In seconda superiore mollò la scuola e si trovò vari lavori. La madre vedendolo stanco di lavorare gli aveva chiesto che lavoro voleva fare veramente e lui rispose dicendo che voleva fare il rapper. Allora iniziò a fare le prime canzoni
che non fruttarono molto. Un giorno il famoso produttore Charlie Charles, a quel tempo non molto famoso, chiese su MySpace una produzione ma Sfera rifiutò. Si rincontrarono di nuovo ad una festa di Hip-Hop ma non avendo i biglietti andarono a cenare al McDonald e decisero di lavorare insieme formando un etichetta chiamata BHMG. Il suo primo album fu “Emergenza Mixtape Vol.1″ Non riscosse tanto successo e quindi Charlie Fece una proposta a Sfera che gli cambiò la vita. Charlie chiese se voleva portare un nuovo sound in Italia e lui rispose di sì. Allora uscì la prima canzone trap italiana chiamata XDVR. Da quel momento la scena Italiana si rivoluzionò completamente. Nel 2015 uscì il primo album Trap di sfera intitolato “XDVR”.
Da quel momento la trap spopolò e diventò uno stile di vita che nessuno capiva. Sfera ormai era un idolo per tutti i giovani, aveva tutto: soldi, ragazze, e soprattutto vestiti di marche molto costose. A sorpresa il 9 settembre 2015, data che i fan di Sfera ricordano molto bene, uscì il secondo album trap di nome “Sfera Ebbasta” che contiene il famoso brano “Figli Di Papà” che oggi conta 24.108.061 visualizzazioni. Sfera dopo questo album ha iniziato a fare i primi 5 mln di view al mese su un video. L’album contiene anche la canzone d’amore “Bang Bang”. A capodanno nella mezzanotte ha annunciato l’uscita del suo nuovo album il 19 gennaio 2018. La tracklist uscì 1 settimana dopo. Il 19 gennaio finalmente uscì l’ album che tutti aspettavano e ora se si va in giro c’ è sempre qualcuno che pompa dalle casse Rockstar. Contenuto nell’ album Cupido la canzone che tutti cantano oltre a Sciroppo. Ora Sfera è conosciuto in Europa e in America; tra poco tutto il mondo lo amerà.
” Un bacio a chi mi odia e uno a chi mi ama” – Bancomat, Rockstar
L’Italia si mobilita per ricordare con momenti di lettura, riflessioni e incontri gli oltre 970 nomi delle vittime innocenti delle mafie in occasione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno”, che si svolgerà il 21 marzo contemporaneamente in migliaia di luoghi d’Italia.
Foggia sarà la piazza principale. Oggi la legge nazionale rinnova, in nome di quelle persone, l’impegno nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione. Durante la giornata saranno letti gli oltre 970 nomi, semplici cittadini, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. Abbiamo Purtroppo i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, che mentre eseguivano il loro lavoro, sono stati assassinati brutalmente da un clan. Purtroppo la mafia è un’ organizzazione molto difficile da fermare essendo pericolosa, anche chi fa lavori come il magistrato o il giornalista rischia sempre: per questo ci sono molti casi di assassini o di faide contro persone che manifestano la giustizia contro quest’ organizzazione.
Bose, la società statunitense di altoparlanti e sistemi audio, entra nella realtà aumentata con un paio di occhiali ‘smart’, che non sfruttano lo sguardo ma l’udito: invece di mostrare immagini all’utente, gli danno informazioni via audio.
Annunciati alla manifestazione South By Southwest in corso in Texas, dove sono stati presentati come prototipo, assomigliano a normali occhiali da sole, ma le stanghette sono Bluetooth. La loro parte finale manda la musica nelle orecchie di chi li indossa senza l’uso di cuffie e auricolari.
L’aspetto più interessante è però quello legato alla realtà aumentata. Gli occhiali integrano sensori di movimento che dialogano con il Gps del telefono. In questo modo il dispositivo, pur non avendo una videocamera integrata, sa dov’è e cosa sta guardando l’utente. Gli occhiali sono gestiti da movimenti della testa, comandi vocali e tocchi sulle stanghette.
La realtà aumentata uditiva è una piattaforma. Ciò significa che sviluppatori di terze parti potranno creare applicazioni per musica, viaggi e istruzione così come dispositivi indossabili come cuffie, occhiali o elmetti.
La Professoressa Alessandra Pelle ha aiutato i piccoli bambini della III B, con la partecipazione dei ragazzi delle classi di terza media, a realizzare dei piccoli disegni sulla storia del Piccolo Principe. A fine anno gli stessi metteranno in scena uno spettacolo su questa splendida storia. Vi aspettiamo in tanti al teatro della scuola elementare!
Il Piccolo Principe narra la storia di un pilota di aerei, precipitato nel deserto del Sahara, che incontra un bambino che gli chiede “Mi disegni una pecora?”. Stupito, il pilota gli disegna una scatola, dicendogli che dentro c’era la pecora che desiderava. Poco per volta fanno amicizia, ed il bambino dice di essere il principe di un lontano asteroide, sul quale abita solo lui, tre vulcani, di cui uno inattivo, e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama.
Il piccolo principe racconta che, nel viaggiare per lo spazio, ha conosciuto diversi personaggi strani, che gli hanno insegnato molte cose. La cura per la sua rosa l’ha fatto soffrire molto, perché spesso si è mostrata scorbutica. Ora che è lontano, il piccolo principe scopre piano piano che le ha voluto bene, e che anche lei gliene voleva. Purtroppo però non si capivano. Il piccolo principe, proveniente dall’asteroide B-612, aveva bisogno di una pecora per farle divorare gli arbusti di baobab prima che crescessero e soffocassero il suo pianeta.






