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Intervista alla prof. Mariani

1) Da quanti anni insegna?

Sono di ruolo dal 2012, però ho avuto esperienze di insegnamento già da parecchi anni prima. Ho fatto supplenze, ho lavorato alle scuole superiori, ho iniziato nel 2005/2006.

2) Le piace il suo lavoro?

Si, mi piace molto. Ci sono dei giorni in cui la stanchezza si fa sentire, dato il lavoro impegnativo, però sono contenta di venire ripagata dai risultati della classe, da quello che mi trasmettono i ragazzi, dal vedere trasmesse le mie conoscenze e il mio sapere.

3) Da ragazza quale era la sua materia preferita?

Le mie materie preferite erano matematica e disegno tecnico, mi piacevano molto.

3) Perché ha deciso di fare questo lavoro?

È stato il corso dell’esperienza che mi ha portato a fare questa scelta, io sono ingegnere, ho studiato ingegneria proprio perché le materie che mi sono sempre piaciute sono matematica e disegno tecnico, quindi ho seguito quella scia. Però con il passare del tempo mi sono resa conto che ero appassionata all’insegnamento, ciò che mi fa più felice di questo lavoro è il rapporto umano con i ragazzi e il fatto di trasmettere le mie conoscenze. Subito dopo la laurea ho lavorato come ingegnere ma più passava il tempo e più mi rendevo conto che quello non era il mio lavoro.

4) A scuola come andava nelle materie che insegna?

Abbastanza bene.

5) Cosa l’ha portata ad insegnare tecnologia?

Sicuramente il mio percorso di studio e anche la passione per il disegno tecnico

6) Ha qualche passione o hobby legato alla tecnologia, o al di fuori della scuola ha qualche altro hobby?

Mi piace fare sport, mi piace fare passeggiate all’aria aperta, infatti pratico escursionismo. Mi piace leggere, ma ho due bambini che mi lasciano poco tempo libero.

7) Come si è trovata in questa scuola?

Bene, molto bene, c’è un bell’ambiente lavorativo e si lavora bene con i colleghi.

8) Cosa le piace e cosa detesta dell’insegnamento?

Domanda difficile… partiamo dall’aspetto negativo ovvero trovare classi difficili da gestire.

Quello che mi piace di più invece è sviluppare progetti della mia materia, anche se quest’anno non è stato possibile a causa della pandemia.

9) Come si relaziona con i ragazzi?

Diciamo che cerco sempre di trovare l’aspetto positivo nei ragazzi, cerco sempre di stimolarli e trovare qualcosa di buono anche nei ragazzi più svogliati che secondo me in fondo vanno soltanto fatti riprendere, quindi cerco sempre di tirare fuori il meglio di loro. Provo ad inserire la mia materia nella vita pratica.

10) I primi giorni di lavoro rispettavano le sue aspettative?

All’inizio è stato difficile, l’impatto con tanti ragazzi insieme disorienta. In passato ho avuto esperienze con piccoli gruppi o con singole persone, il fatto di poter gestire un’intera classe all’inizio è stato complicato.

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Cruciverba

Di Chiara Pacenti

 

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Intervista alla professoressa Pelle

1. Che tipo era al liceo?

Al liceo ero molto timida, non mi piaceva farmi notare ma andavo molto bene a scuola.

2. Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?

Sicuramente l’amore per la lingua e la cultura francese, perchè ho bellissimi ricordi di quando da piccola mia madre mi parlava, mi raccontava storie e mi cantava le canzoncine della buona notte in francese.

3. Qual è la parte che preferisce e quella che detesta dell’insegnamento?

La parte dell’ insegnamento che preferisco è spiegare ai ragazzi, soprattutto quando vedo che la mia spiegazione è stata compresa e mi piace l’aspetto creativo. Mentre quella che detesto è correggere i compiti e dare una valutazione.

4. Se avesse potuto intraprendere un’altra carriera,quale sarebbe stata?

Da giovane ho fatto l’interprete simultanea e ho tradotto libri. Ma quando è nata mia figlia ho smesso perchè era troppo impegnativo e dovevo stare tutta la giornata a tradurre libri e a fare l’interprete.

5.Quando è nata la sua passione per l’insegnamento?

Fin da bambina il mio sogno era fare l’insegnante: mi è sempre piaciuto spiegare e stare con i ragazzi.

6. C’è stato un momento in cui ha pensato di lasciare l’insegnamento?

Qualche volta mi capita, perchè è un lavoro molto impegnativo ma è un lavoro bellissimo e non ce ne sono uguali.

Chiara Pacenti e Valentina Fagnani, I B

 

 

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