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Intervista alla prof.ssa Zito

1. Che tipo era al liceo?

“Al liceo studiavo moltissimo, mi piaceva molto. Ero appassionata soprattutto di materie linguistiche, oltre all’inglese, mi piacevano moltissimo il latino il greco. Mi piaceva leggere i classici e fino all’ultimo ero indecisa se iscrivermi alla facoltà di lingue o a quella di lettere classiche.”

 

2. Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?

“Quando frequentavo le scuole medie già pensavo di fare l’insegnante, amavo stare con i ragazzi, ascoltarli e condividere con loro momenti ludici. Desideravo diventare un insegnante, era questo  il mio sogno e sono felice perché ho esaudito in pieno il mio desiderio più grande, oltre che avere una famiglia. Per me la professoressa non è un lavoro, ma una gioia e un divertimento. È splendido stare con i ragazzi perché sono una fonte di ricchezza inesauribile.”

 

3. Qual è la parte che preferisce e quella che detesta dell’insegnamento?

“La parte che preferisco in assoluto è stare con i ragazzi, condividere tutto insieme a loro, proporre attività innovative, amo la tecnologia e mi piace usarla con i miei alunni. Mentre la parte che detesto è quella burocratica…”

 

4.  Se avesse potuto intraprendere un’ altra carriera, quale sarebbe stata?

“Nessun altra, il mio sogno era solo quello di fare l’insegnante e l’ho esaudito.”

 

5.  C’è stato un momento in cui ha deciso di lasciare l’insegnamento?

“No mai. Sono sempre entusiasta, ricca di idee e voglia di fare insieme ai miei splendidi ragazzi!”

 

6. Quando è nata la sua passione per l’insegnamento?

“Sui banchi di scuola, quando frequentavo le medie!”

 

Camilla Porzio

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Ecco i 4 imprenditori sociali che cercano di migliorare l’Italia

Fatti, non parole: di seguito vi presentiamo i quattro imprenditori sociali che tramite azioni concrete stanno cercando di migliorare, per quanto possibile, l’Italia.

Gli imprenditori sono stati selezionati dalla ONG Ashoka, la più grande rete globale di imprenditori sociali e punto di riferimento internazionale, il 22 marzo durante un evento annuale tenutosi a Roma. Questi hanno rivoluzionato i settori in cui lavorano, creando nuovi posti di lavoro e cambiamenti sociali di grande impatto.

Carlo Stasolla, fa parte dell’ “Associazione 21 luglio”. Egli lavora per trasformare il modo in cui le istituzioni italiane affrontano la marginalizzazione e la segregazione abitativa delle comunità rom. Mira a diffondere un approccio innovativo che coinvolga gran parte della popolazione, dai politici ai giornalisti, dagli accademici ai professionisti,  in un cambio di mentalità sociale che miri a smantellare il “sistema campi rom” di cui il nostro Paese è riconosciuto in Europa come il principale responsabile.

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Daniel Tarozzi, fa parte dell’ “Italia che Cambia”. Ha ideato un progetto  che favorisce la connessione e la collaborazione tra imprenditori sociali in Italia e in Europa attraverso una piattaforma web, permettendo così da un lato una migliore risposta alle problematiche sociali e dall’altro un’informazione più accurata sulle tematiche sociali, spostando il focus, tradizionalmente negativo dei media, verso un approccio più costruttivo.

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Massimo Vallati,  fa parte del “Calciosociale”. Egli, attraverso nuove regole calcistiche, lavora per andare contro la perdita, nel calcio moderno, di alcuni valori fondamentali. Il suo progetto, nato a Corviale, una difficile realtà della periferia romana, trasforma il gioco in strumento di aggregazione e partecipazione comunitaria, diffondendo una narrativa di fair play e di anti violenza che sta trovando positive repliche in altre aree d’Italia e del mondo.

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Eleonora Voltolina, fa parte della “Repubblica degli Stagisti”: attraverso la testata online “Repubblica degli Stagisti”, Eleonora affronta le tematiche della disoccupazione giovanile e delle condizioni di lavoro ingiuste per i giovani, garantendo la corretta informazione sul tema ed esercitando, allo stesso tempo, pressione politica.

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