Durante le vacanze di Pasqua, su consiglio della professoressa Ronchetti, ho letto “L’occhio del lupo” di Daniel Pennac. E’ nato nel 1944 durante uno scalo di Casablanca. Ha vissuto per vent’anni a Bellaville, un quartiere di Parigi. E’ stato un uomo che non ha mai discriminato nessuno.
“L’occhio del lupo” fu pubblicato dalla Salami editore nel 1993, poi ci furono altre ristampe, l’ultima nel 2014. Il prezzo del libro è di 10 euro ed è giusto perchè la copertina è rigida, all’interno ci sono delle illustrazioni e poi è comunque un romanzo di un autore conosciuto, anche se le pagine sono solo 109.
Le illustrazioni sono in bianco e nero e l’autore è Paolo Cardoni. La trama non è molto avvincente. Tutto iniziò con un ragazzino, Africa, ritto davanti la gabbia di un lupo, Lupo azzurro. La scena si ripeté per molte volte, finché il lupo non decise di guardarlo negli occhi. Il lupo aveva un solo occhio perché l’aveva perso combattendo con gli uomini. Tramite lo sguardo i due riescono a comunicare telepaticamente. Si spiegheranno a vicenda le loro storie. Lupo Azzurro inizia a spiegare la sua infanzia, di quando la mamma lupa gli raccontava storie sugli uomini. Il lupo fu catturato per proteggere la sorella. Africa invece raccontò la sua avventura in Africa. Il ragazzo ebbe un’infanzia dura: prima dato ad un commerciante, poi venduto e infine accolto da una famiglia.
Il romanzo si conclude con un finale speciale, ma ve lo lascio leggere per non rovinarvi la sorpresa. Lo stile dell’autore mi è particolarmente piaciuto perché il fatto di trasmettere il linguaggio tramite lo sguardo è una forma bellissima. Nel romanzo i personaggi principali sono Africa e Lupo Azzurro. Il libro mi è piaciuto ma è un po’ lento. Racconta solo la storia dei protagonisti. E’ un libro che si legge in breve tempo. Nel complesso è un libro che va letto soprattutto per chi ama lo stile classico.
Chiara De Angelis, II A