1. Professor Battisti, che tipo era al liceo?
“Ero un ragazzino per i fatti miei e un po’ indeciso su cosa sarei diventato e con un po’ di problemi, anche se inesistenti.”
2. Cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?
“Il pericolo disoccupazione e la mia abilità nello spiegare; forse anche il fatto che provenivo dall’università ed essendo quel mondo molto chiuso, avevo bisogno di un contatto con la realtà e mi sono orientato verso l’insegnamento”
3. Qual è la parte che preferisce e quella che detesta dell’insegnamento?
“Non esiste una polarità tra tutto bello e tutto brutto. Nell’insegnamento, come in tutti i lavori, ci sono le giornate in cui tutto va bene e quelle in cui va tutto male, in cui non riesci a fare le cose vorresti fare, a farti seguire dalla classe nel modo in cui vorresti, a insegnare le cose che tu vorresti e a non trasmettere i valori e i concetti che vorresti trasmettere. In queste giornate ti rendi conto che l’ insegnamento non è poi così fantastico. Poi ci sono le altre in cui va bene e i tuoi alunni apprendono completamente tutto ciò che vorresti e ti senti soddisfatto”
4. Se avesse potuto intraprendere un’ altra carriera, quale sarebbe stata?
“La Rockstar! ”
5. C’è stato un momento in cui ha deciso di lasciare l’insegnamento?
“Ogni santo giorno. Nessuna scelta si può mai pensare come definitiva o almeno è quello che credo io. Poi nel lavoro non si sa mai”
6. Quando è nata la sua passione per l’insegnamento?
“Mai. Non penso di essere appassionato per il lavoro ma ho la passione di maneggiare e utilizzare la conoscenza e farne qualcosa di mio”
Francesco Di Paola, Annalisa Capponi, Luna Liani