Per ricordare la giornata della memoria il 20 gennaio abbiamo seguito in streaming l’intervista di una sopravissuta ai campi di concentramento nazisti, per noi è stata un’emozione indescrivibile. La donna di cui stiamo parlando si chiama Liliana Segre e la sua storia è molto particolare, ora ve ne parleremo:
Liliana Segre è nata il 10 settembre del 1930. Nel 1943, successivamente alla pubblicazione delle leggi razziali fasciste provò, assieme al padre a fuggire a Lugano, in Svizzera: i due furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata in provincia di Varese, all’età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni. Il 30 gennaio 1944 venne deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più perché successivamente fu ucciso nelle camere a gas poco tempo dopo. A Liliana venne tatuato sul braccio un numero di matricola e fu messa per circa un anno ai lavori forzati presso la fabbrica di munizioni Union. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l’evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania.
Venne liberata il 1º maggio 1945 e dal suo campo uscirono vivi solo venticinque, lei compresa.
Pensiamo che le parole di questa donna siano importantissime e che sia fondamentale che tutti nel mondo conoscano la sua storia e le crudeltà che ha dovuto subire, per evitare che tutto ciò si ripeta.